L’acqua piovana va verso casa: è la pendenza
Come misurare da soli la pendenza del piazzale con un tubo e dell'acqua, e capire se serve rifarla o basta una caditoia.

Un piazzale deve buttare l’acqua lontano dal fabbricato, non addosso. Bastano un paio di centimetri al metro nella direzione giusta. Quando la pendenza è sbagliata, ogni temporale manda acqua contro le fondamenta, e i danni si vedono anni dopo dentro casa, sotto forma di umidità di risalita.
Prima di tutto
Il momento buono per capirlo è mentre piove: esci con l’ombrello e guarda dove va l’acqua. Dieci minuti sotto la pioggia dicono più di qualsiasi misura fatta con il sole.
Cosa ti serve
- Un tubo trasparente da giardino, lungo qualche metro
- Acqua e un imbuto
- Nastro carta e una matita
- Un metro
- Il telefono, con la livella o la bolla
Come si fa
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La livella ad acqua, il metodo antico che non sbaglia
Riempi il tubo trasparente d’acqua senza bolle d’aria. Tieni un capo fermo a un punto A vicino al muro e porta l’altro a un punto B a qualche metro. L’acqua nei due capi si mette sempre alla stessa quota: la differenza tra il pelo dell’acqua e il terreno ti dà il dislivello reale.

Nei due capi del tubo l'acqua si mette sempre alla stessa quota -
Fai il conto
Dislivello diviso distanza. Due centimetri su un metro fa il due per cento, che è la pendenza giusta per un piazzale. Sotto l’uno per cento l’acqua ristagna; se il segno è negativo verso casa, l’acqua arriva al muro.
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Guarda dove sta il punto di raccolta
Ci deve essere un pozzetto, una caditoia o un canaletto grigliato nel punto più basso. Se il punto più basso è il muro di casa e non c’è niente, il problema è tutto lì.
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Controlla anche i pluviali
Se il pluviale scarica sul piazzale invece che in un pozzetto, aggiunge decine di litri al minuto proprio contro il muro. Collegarlo alla rete è spesso metà della soluzione, e costa poco.
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La soluzione leggera: una caditoia
Se la pendenza è quasi giusta ma manca lo scarico, un canaletto grigliato lungo il muro o una caditoia nel punto basso risolvono senza rifare la pavimentazione. Va collegato al pozzetto o al drenaggio, mai lasciato scaricare a terra.
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La soluzione vera: rifare la quota
Quando la pendenza va verso casa non c’è caditoia che tenga: va rifatto il massetto o ripresa la quota del terreno. È lavoro da mezzi, ma su un piazzale normale si fa in un paio di giorni e non ci pensi più.
Quando conviene fermarsi
Chiama se sul muro di casa è già comparsa umidità in basso, con l’intonaco che si sfarina: l’acqua sta entrando da tempo e prima di sistemare fuori va capito quanto è arrivata dentro.
Chiama se il piazzale si è abbassato in un punto o se sono comparse crepe nella pavimentazione: sotto il terreno si sta muovendo, spesso proprio per l’acqua che ci finisce.
E chiama se l’acqua arriva dalla proprietà accanto o dalla strada: lì prima della soluzione tecnica serve capire di chi è la competenza, e conviene avere in mano rilievi e fotografie.
Perché è successo (e come non farlo succedere più)
La regola che vale sempre: l’acqua piovana va allontanata dal fabbricato e portata in un punto di raccolta, non dispersa a caso vicino ai muri. Nelle nostre zone, con i terreni argillosi della Piana e le pendenze naturali della collina, è la causa numero uno delle crepe e delle umidità che poi si cerca di curare dentro casa. Sistemarla fuori costa meno e dura di più.
Domande che ci fanno spesso
Quanta pendenza serve esattamente?
Per un piazzale in cemento o autobloccanti, dall’uno e mezzo al due per cento, cioè un centimetro e mezzo o due per ogni metro. Sotto l’uno l’acqua sta ferma, sopra il tre si cammina male e si nota a occhio.
Posso risolvere con un cordolo che blocca l'acqua?
Un cordolo ferma l’acqua ma non la manda via: la trattiene lì. Funziona solo se accompagnato da un canaletto che la raccoglie e la porta al pozzetto.
Quanto costa rifare la pendenza?
Dipende dai metri quadri e da quanto materiale va tolto o aggiunto. Il sopralluogo con preventivo scritto costa 20 euro, e su questo tipo di lavoro serve davvero vedere: due piazzali della stessa misura possono costare il doppio l’uno dell’altro a seconda di dove si scarica.