Lavandino otturato: come sturarlo senza rovinare lo scarico
Acqua che non scende in cucina o in bagno: cosa provare, in che ordine, e perché il disgorgante chimico è quasi sempre la scelta peggiore.

Nove volte su dieci il lavandino non è otturato nel muro: è otturato nel sifone, quel gomito sotto il lavello dove si ferma tutto quello che scende. È a portata di mano, si apre senza attrezzi speciali, e si richiude in due minuti.
Prima di tutto
Non versare disgorgante chimico. Se poi devi aprire il sifone ti ritrovi quella roba addosso, e sui tubi vecchi in PVC o piombo la soda caustica fa più danni dell’ingorgo. Prova prima tutto il resto: costa meno e non brucia niente.
Cosa ti serve
- Un secchio e uno straccio vecchio
- Una ventosa da lavandino
- Guanti da lavoro
- Una molla sturalavandini da 3 metri (in ferramenta, 6-8 €)
Come si fa
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Togli l'acqua che c'è nel lavello
Con un bicchiere o una bottiglia tagliata, svuota il lavello fino a lasciare due dita d’acqua. Serve dopo per la ventosa, e ti evita di allagare il mobile quando apri il sifone.
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Acqua bollente, ma non se hai il PVC
Sul lavello della cucina l’ingorgo è quasi sempre grasso rappreso. Un litro d’acqua molto calda versata piano, in tre riprese, lo scioglie. Non farlo se i tubi sotto il lavello sono in plastica bianca sottile: il PVC si deforma. Nel dubbio, acqua calda di rubinetto e basta.
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Bicarbonato e aceto: mezz'ora di attesa
Mezzo bicchiere di bicarbonato nello scarico, poi un bicchiere di aceto bianco. Fa schiuma, tappa lo scarico con uno straccio e lascia lavorare venti minuti. Poi acqua calda a scorrere. Non è una magia da internet: è la stessa reazione che stacca il grasso dalle pareti del tubo, e non aggredisce le guarnizioni.
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La ventosa, fatta come si deve
Serve l’acqua nel lavello: la ventosa spinge acqua, non aria. Tappa il troppopieno (il forellino in alto nella vasca del lavello) con uno straccio bagnato, altrimenti la spinta esce da lì. Appoggia, premi, e fai otto o dieci colpi decisi senza staccare la ventosa. È lo strappo finale che libera, non i colpi.

Il troppopieno va tappato, altrimenti la spinta esce da lì -
Apri il sifone
Metti il secchio sotto. Svita a mano le due ghiere di plastica (si girano in senso antiorario, sono fatte per aprirsi senza chiave). Sfila la vaschetta: dentro trovi quello che cercavi. Puliscila con acqua calda e uno spazzolino vecchio.
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Rimonta senza stringere troppo
Rimetti la guarnizione di gomma nel verso in cui l’hai trovata (è la parte che tiene, non la ghiera) e avvita solo a mano. Stringere con la pinza schiaccia la gomma e fa perdere il sifone. Poi apri l’acqua e guarda sotto per un minuto buono.
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Se ancora non scende: la molla
L’ingorgo è oltre il sifone. Con il sifone smontato, infila la molla nel tubo che va nel muro e girala con la manovella mentre spingi. Quando senti che fa resistenza sei arrivato: continua a girare, non spingere di forza.

La molla entra dal tubo a muro, con il sifone già smontato
Quando conviene fermarsi
Chiama qualcuno se: l’acqua torna su in un altro punto, apri il rubinetto del bagno e gorgoglia la doccia, per dire. Vuol dire che il problema non è in quello scarico ma nella colonna comune, e da lì in avanti servono l’ispezione e la macchina.
E chiama se dallo scarico viene odore di fogna anche a lavandino libero, o se l’acqua risale nel piatto doccia: quello non è un ingorgo, è la fognatura che non riceve.
Ultimo caso: se sono già due volte in pochi mesi, non è sfortuna. C’è una pendenza sbagliata o un tubo che si sta chiudendo di calcare, e continuare a sturare è tempo buttato.
Perché è successo (e come non farlo succedere più)
In cucina il colpevole è il grasso: si raffredda, si attacca alle pareti del tubo e cattura tutto il resto. L’olio di frittura non va nello scarico nemmeno con l’acqua calda dietro, si raffredda venti centimetri più in là. In bagno sono i capelli mescolati al sapone, che fanno un feltro. Una griglietta ferma-capelli da due euro sulla piletta risolve il problema per sempre. E una volta al mese, acqua molto calda a scorrere per un minuto tiene pulite le pareti del tubo.
Domande che ci fanno spesso
Il disgorgante chimico funziona o no?
Sul grasso a volte sì. Ma se non risolve, l’acqua stagnante nel lavello adesso è soda caustica: chi apre il sifone dopo (tu o io) se la trova sulle mani. E sui tubi vecchi, ripetuto, apre i giunti. Lo uso raramente, e mai come primo tentativo.
Posso usare la ventosa se ho una vasca o un piatto doccia?
Sì, ma tappa sempre il troppopieno, altrimenti la spinta se ne va da lì e non arriva all’ingorgo. Nei piatti doccia moderni il troppopieno non c’è e la ventosa lavora meglio.
Quanto costa farlo fare?
Il consulto con sopralluogo costa 20 euro e comprende il preventivo scritto. Una disostruzione semplice parte da 50 euro. Se serve la macchina o l’ispezione con telecamera te lo diciamo prima, con la cifra.