Il water perde acqua nella tazza: come si sistema la cassetta
Quel filo d'acqua che scende sempre sono decine di metri cubi l'anno in bolletta. Quasi sempre è una guarnizione da otto euro.

Se senti scorrere l’acqua anche mezz’ora dopo aver tirato, hai una perdita continua. Non allaga niente e per questo si lascia andare per anni, ma un filo d’acqua costante sono anche cento metri cubi in un anno, che li paghi tutti.
Prima di tutto
Prima di smontare, capisci quale dei due pezzi è rotto. Metti un foglio di carta igienica attaccato alla parete della tazza sopra il livello dell’acqua: se dopo cinque minuti è bagnato, l’acqua scende dalla cassetta e il problema è la guarnizione di scarico. Se resta asciutto ma senti l’acqua entrare, è il galleggiante che non chiude e l’acqua se ne va dal troppopieno.
Cosa ti serve
- Guanti
- Uno straccio
- Un cacciavite a croce
- Aceto bianco
- Eventuale guarnizione di ricambio
Come si fa
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Chiudi l'acqua della cassetta
Sotto o accanto alla cassetta c’è un rubinettino: giralo in senso orario fino a fine corsa. Se è incassato nel muro, dietro il pannello di ispezione. Se non lo trovi, chiudi il generale di casa.
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Apri la cassetta
Sulle cassette esterne il coperchio si solleva, a volte dopo aver svitato la manopola. Su quelle da incasso si toglie la placca dei pulsanti: si sfila tirando dritto o svitando due viti dietro i pulsanti. Vai piano: la placca è plastica e le linguette si spezzano.
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Tira lo sciacquone e guarda
Riapri un attimo l’acqua e osserva il ciclo: la cassetta si riempie, il galleggiante sale, e a un certo punto deve chiudere. Se il livello supera il tubo centrale (il troppopieno) e comincia a scendere lì dentro, il problema è il galleggiante. Se invece il livello si ferma giusto ma l’acqua continua a colare in tazza, è la guarnizione sotto.

Se l’acqua supera il tubo centrale, il colpevole è il galleggiante -
Caso A, il galleggiante non chiude
Spesso basta regolarlo: sulle cassette esterne c’è una vite o una clip che alza e abbassa il punto di chiusura, e va portato due centimetri sotto il troppopieno. Se il galleggiante è pieno d’acqua (lo senti dal peso), va sostituito. Se chiude ma passa un filo, smonta il gruppo e pulisci il filtrino all’ingresso: è calcare.
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Caso B, la guarnizione di scarico
È il disco di gomma sul fondo della cassetta, sotto il campanone. Si sfila ruotando il gruppo di scarico di un quarto di giro e sollevandolo. Guarda la gomma in controluce: se è indurita, ondulata o ha un solco, ha finito il suo lavoro.

La guarnizione di scarico: spesso è solo calcare, non usura -
Prima di comprare, prova a pulirla
Molte volte non è consumata: è incrostata di calcare, e il calcare fa da distanziale. Lasciala mezz’ora in aceto bianco, passa un panno morbido, mai una spugna abrasiva, che riga la gomma e peggiora la tenuta, rimontala e prova. Se tiene, hai risolto con zero euro.
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La sostituzione
Porta il pezzo vecchio in ferramenta: di guarnizioni ce ne sono venti tipi e a occhio si sbaglia. Rimonta a secco, senza grasso e senza silicone: quella gomma deve appoggiare pulita sulla sua sede. Riapri l’acqua, aspetta che si riempia e ricontrolla con la carta igienica.
Quando conviene fermarsi
Chiama se la cassetta è da incasso e perde dietro il muro: lì non è più una guarnizione, e aprire una parete a caso è il modo più caro di sbagliare.
Chiama anche se l’acqua esce da sotto la tazza sul pavimento: quella non è la cassetta, è la tenuta tra vaso e scarico, e va rifatta con il vaso staccato.
E se il pulsante è affondato dentro la placca e non torna su, non forzarlo: sulle cassette da incasso i ricambi sono per marca e modello, e rompere la placca costa più della riparazione.
Perché è successo (e come non farlo succedere più)
Il nemico è il calcare, e da noi l’acqua è dura. Ogni sei mesi vale la pena togliere il coperchio e guardare dentro: se vedi incrostazioni bianche sul galleggiante e sul bordo della guarnizione, un’ora di aceto risolve prima che si trasformi in perdita. Se invece la cassetta ha più di quindici anni e ti trovi a smontarla per la seconda volta in un anno, conviene cambiare tutto il gruppo: costa venticinque euro e ti togli il pensiero per un decennio.
Domande che ci fanno spesso
Quanta acqua sto davvero sprecando?
Un filo sottile, quello che si vede appena sulla ceramica, sono più o meno quattro litri l’ora: quasi cento litri al giorno, trentacinque metri cubi l’anno. A seconda della tariffa sono decine di euro buttati per una guarnizione da otto.
Ho una cassetta da incasso: posso comunque intervenire?
Sulla parte raggiungibile dalla placca sì, galleggiante, gruppo di scarico e guarnizione si cambiano da lì, sono progettate per questo. Quello che sta murato no: se perde il tubo dentro la parete serve aprire, e va fatto sapendo dove.
Conviene chiamare o cambiare tutto il water?
Se la ceramica è sana, si ripara: è una spesa piccola. Si valuta la sostituzione quando il vaso è vecchio, scomodo o consuma il doppio dei modelli nuovi, e in quel caso ha senso ragionare sul bagno intero, non sul solo pezzo.