Stuccare un buco nel muro prima di ridipingere
Il buco si vede ancora dopo la pittura quasi sempre per lo stesso motivo: manca la carteggiata o manca il fissativo.

Stuccare è facile: il difficile è farlo sparire. Un buco riempito e ridipinto si vede lo stesso, in controluce, se non si fanno le due cose che tutti saltano: allargare prima e carteggiare dopo.
Prima di tutto
Non riempire il buco così com’è. Va prima allargato leggermente a V con la punta della spatola o un cacciavite, togliendo i bordi sbriciolati. Lo stucco deve appoggiarsi su materiale sano, altrimenti si stacca insieme al bordo.
Cosa ti serve
- Stucco in pasta o in polvere
- Una spatola piccola e una media
- Carta abrasiva grana 120 e 220
- Un pennello e del fissativo
- Uno straccio umido
Come si fa
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Pulisci e inumidisci
Togli la polvere con un pennello asciutto, poi passa uno straccio appena umido. Su muri molto assorbenti, come l’intonaco vecchio, bagnare leggermente evita che lo stucco si asciughi troppo in fretta e si crepi.
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Riempi in due passate, non in una
Prima passata: riempi senza pretendere la perfezione, lasciando lo stucco appena sotto il livello del muro. Fai asciugare. Seconda passata: sottile, tirata a filo con la spatola media appoggiata di piatto. Una passata sola si ritira e lascia l’incavo.

Due passate sottili tengono meglio di una spessa -
Aspetta davvero, non a occhio
Lo stucco in pasta vuole diverse ore, quello in polvere meno. È asciutto quando torna bianco uniforme e freddo al tatto. Carteggiare umido impasta la carta e strappa invece di lisciare.
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Carteggia con il tampone, non con le dita
Carta 120 per togliere il grosso, poi 220 per finire, avvolta attorno a un blocchetto di legno. Il tampone tiene la superficie piana; le dita seguono l’avvallamento e lo lasciano lì. Passa la mano: deve essere impossibile sentire dove era il buco.
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Il fissativo è il passaggio che tutti saltano
Lo stucco carteggiato assorbe la pittura molto più del muro attorno, e quella zona resta più opaca: è così che si vede la toppa anche dopo due mani. Una passata di fissativo acrilico sulla zona stuccata pareggia l’assorbimento.
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Ridipingi tutta la parete, non la macchia
Anche con lo stesso barattolo, il colore ritoccato a chiazza si vede: cambia il grado di lucido e l’invecchiamento del resto. Si riparte da un angolo e si arriva all’altro, in una volta sola.
Quando conviene fermarsi
Chiama se il buco è più largo di una mano o se togliendo i bordi l’intonaco continua a sbriciolarsi: lì non basta lo stucco, va rifatta la porzione di intonaco con la malta.
Chiama se dietro il buco si vede un tubo o un cavo, e in ogni caso non stuccarci sopra: prima va verificato che non sia stato toccato.
E se lo stucco si crepa ogni volta nello stesso punto, il problema non è lo stucco: è una lesione che si muove, e chiuderla serve a poco finché non si capisce perché.
Perché è successo (e come non farlo succedere più)
Per i fori piccoli dei tasselli, un tubetto di stucco in pasta da cinque euro dura anni. Per le zone più grandi conviene quello in polvere da impastare: costa meno, ritira meno e si carteggia meglio. E tieni da parte mezzo barattolo della pittura usata, scrivendoci sopra la stanza e la data: fra due anni sarà l’unico modo per ritoccare senza rifare tutto.
Domande che ci fanno spesso
Posso usare il gesso invece dello stucco?
Il gesso prende presa in pochi minuti e si carteggia male, e sui muri esterni o umidi non regge. Va bene per riempire volumi grandi, ma la finitura si fa comunque a stucco.
Il buco è nel cartongesso, cambia qualcosa?
Sotto i tre o quattro centimetri no. Se è più grande serve una toppa: una retina adesiva o un pezzo di lastra incollato dietro, altrimenti lo stucco non ha su cosa appoggiare e cede alla prima botta.
Quanto devo aspettare prima di dipingere?
Almeno il tempo indicato sulla confezione, e in inverno o su muri freddi il doppio. Dipingere sopra stucco ancora umido dà macchie che si vedono anche a distanza di mesi.